Iron Harvest, il Videogame Post lo ha backerato!

Ebbene sì, dopo aver letto le feature che caratterizzeranno il nuovo RTS “moderno” di KING Art Games e aver aspettato qualche ora dal lancio della campagna kickstarter per valutare tutti i pro e contro, il Videogame Post è diventato un backer di Iron Harvest.

Avevo conosciuto il gioco tempo fa tramite una serie di concept art intriganti con macchine dallo stile steampunk e l’ambientazione dei primi del ventesimo secolo, contornate dalle allora velate promesse di meccaniche strategiche in tempo reale che mi ricordavano molte le serate passate su Militarism, Imperium: Le Guerre Puniche e ancora di più con Panzer II di FX Interactive.

Vedendo quindi Iron Harvest su kickstarter ho pensato che fosse l’occasione giusta per tuffarsi di nuovo nel genere RTS, il quale in questo caso trasporterà i giocatori in uno scenario bellico di una fantasy Europa in cui una potenza militare misteriosa tenta di destabilizzare gli stati all’interno del Vecchio continente, in una serie di eventi dopo la “Grande Guerra” nell’altrettanto fantomatico 1920+ e legati a macchine da guerra semoventi dall’aspetto bizzarro.

Il gameplay si focalizza quindi sulla strategia in tempo reale (RTS), dove “conta più sfruttare le tattiche e coperture, che puntare sulle unità più grandi o sul click selvaggio” come si può vedere e leggere (se attiverete i sottotitoli in italiano) nel video soprastante della campagna di raccolta fondi.

KING Art Games promette inoltre di focalizzarsi su una corposa campagna a singolo giocatore con ben 21 missioni di gioco, una quarantina tra tipi di unità impiegabili nei distruttibili scenari e altri 9 eroi con le proprie uniche peculiarità; a due giorni dalla partenza dalla raccolta fondi già due stretch goal sono stati raggiunti tra cui la modalità NG+ e la presenza delle cutscene, ma se i forzieri della softco dovessero riempirsi ulteriormente vi sarà anche una modalità multiplayer, l’aggiunta delle stagioni, la possibilità di giocare scenari e la campagna in cooperativa, oltre che la futura aggiunta di nuovi contenuti tramite DLC gratuiti.

“Dopo la Grande Guerra i contadini trovarono una pletora di ordigni inesplosi, fili spinati, armi, shrapnel e proiettili che affliggevano i loro campi. Tutto questo viene da loro definito come Iron Harvest, o ‘raccolto di ferro'”.

Se dovessi trovare un neo alla campagna kickstarter di Iron Harvest sarebbe quello della quota minima di 36 euro per ricevere una copia digitale del gioco e l’accesso alla beta chiusa, quale ho pagato, a differenza di altre campagne crowdfunding dove per gli stessi contenuti avevo pagati di meno. Ma questo sono solo riflessioni personali.

Secondo voi Iron Harvest riuscirà a ritagliarsi un posto tra gli RTS più blasonati? Pensate di backerarlo?

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