The Witcher: come la serie Gothic lo ha influenzato fin dagli albori

Un lungo documentario proposto da Piranha Bytes Italia (e consigliatomi da un amico, che ringrazio), mi ha aperto letteralmente gli occhi sulle grandi similitudini tra la iconica serie Gothic, soprattutto il primo e originale capitolo, e l’evoluzione della serie The Witcher, la quale è stata largamente influenzata dal modo sublime di progettare un GdR vivo e pulsante “dove il protagonista è solo un piccolo ingranaggio nell’immenso mondo di gioco”.

In questi 45 minuti di video (non dimenticate di attivare i sottotitoli in italiano a cura di Piranha Bytes Italia) si possono ben vedere le similitudini sopracitate che vanno al di là di un semplice studio delle meccaniche da parte degli sviluppatori chiave di CD Projekt RED.
Già nel 2001 Pirahna Bytes era riuscita a creare un mondo curato nei minimi dettagli, con personaggi caratterizzati dalla propria voce, aspetto e svolgevano la propria vita nonostante l’assenza nelle vicinanze del giocatore, reagendo alle sue azioni in base al carattere e agli eventi avvenuti in precedenza, a cui si univa una fauna e mostri con il proprio ciclo vitale non prettamente dettato dalla nuda e cruda violenza; non è forse la medesima cosa che si vede nel più recente The Witcher 3: Wild Hunt? Ebbene sì.

L’interessante documentario, che vi consiglio di guardare fino all’ultimo minuto, offre poi un altrettanto approfondito spaccato degli avvenimenti dietro alla nascita dello studio polacco e dei proprio padri fondatori, partiti dalla vendita di videogame per la strada e arrivati a creare uno dei più apprezzati colossi del mondo videoludico.

Se non fosse stato infatti per la vendita da parte dell’allora CD Projekt delle copie tradotte e doppiate completamente in polacco del primo Gothic, forse oggi non conosceremo la saga The Witcher, o almeno non nella sua forma attuale: il tanto discusso prototipo simile alle meccaniche a Diablo avrebbe forse prevalso sul più innovativo e costoso primo The Witcher che oggi conosciamo.

La cura per i dettagli e la passione di sviluppare videogame in cui “la pura esperienza del giocatore e il suo coinvolgimento in una trama ricca, e non spalmata a dismisura in un open world eccessivamente grande e popolato da NPC cloni e che viene posta davanti ai limitati concetti di perdere o vincere”, supera a mio parere qualsiasi budget o strategia di marketing, come lo si è potuto vedere in Gothic e nella serie The Witcher.

Questo concetto dovrebbe riportare sulla retta via alcune softco come Bethesda, con l’esempio palese dell’insipido The Elder Scrolls V: Skyrim (di cui condivido ogni punto a partire dal minuto 39.04), e forse la stessa Piranha Bytes, di cui rimane dell’originale team di Gothic solo Bjorn Pankratz, il quale ha dichiarato di essersi ispirato nello sviluppo del recente Elex proprio a The Witcher 3: Wild Hunt – il classico: “l’allievo ha superato il maestro”.

Una risposta a "The Witcher: come la serie Gothic lo ha influenzato fin dagli albori"

Add yours

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: