Star Citizen, il recap dell’Anniversary Special

Un veloce recap, o riassunto, di quanto è stato mostrato nell’appena concluso Anniversary Special di Star Citizen è d’obbligo. Nei prime tre giorni dell’evento sono stati presentati ben due inediti concept, la Anvil Hawk e la Aegis Hammerhead, così come i progressi dello sviluppo sulle navi aliene dei mezzi terrestri quali Tumbril Cyclone e Banu Merchantman. Ma Cloud Imperium Games ha svelato molto di più: si parte dalla Origin Jumpworks 600i e dall’omonima manifattura.

L’elegante 600i è in cantiere da pochi mesi, nello specifico dalla presentazione ufficiale alla Gamescom 2017, e si trova attualmente in fase “grey box” e “kitbash of remaining interior”; gli sviluppatori sebbene abbiamo dichiarato che sarà una nave di lusso modulare, non avrà di certo le difese appropriate per uno scontro sostenuto e quindi richiederà una certa scorta per l’incolumità del VIP di turno. Rimanendo sempre in ambito del lusso e casa Origin, la 890 Jump condivide alcuni asset della sopracitata 600i, sebbene sia più grande e complessa. Attualmente questo colosso si trova tra la fase di concept e “white box”.

Nella manifattura del magnate Silas Koerner, la Consolidated Outland, spicca la Pioneer: una nave dedicata alla costruzione di avamposti, la quale è stata definita dagli sviluppatori come “una fabbrica volante, studiata per difendersi sia da attacchi dal cielo sia da squadre di soldati appiedati. La Pioneer non è da noi considerare come un ‘una casa volante’, ma piuttosto un centro di comando votato alla conquista del territorio, dove non vi è il concetto di ‘toccata e fuga’, ma bensì sarà caratterizzata da lunghi periodi tempo, dispendiosi anche in termini di risorse e denaro” (come si è potuto capire anche dal recente articolo Q&A). La sorella più piccola di classe “starter”, la Mustang, sta attualmente subendo un quasi completo restyling per renderla più “in linea con Consolidated Outland e la Pioneer”, e si trova in fase di “grey box modelling”.

Lo speciale AtV dedicato alla Consolidate Outland Pioneer si è poi spostato proprio sulle nuove meccaniche che riguardano quella che possiamo definire come una “concessione fondiaria”, anche se non è propriamente così: Chris Roberts, fondatore di Cloud Imperium Games, ha infatti spiegato che chiunque potrà atterrare su una luna deserta, un territorio inesplorato anche al di fuori della UEE (United Empire of Earth), e creare il proprio avamposto.
Tuttavia questi non avranno la protezione dell’impero e ogni giocatore avversario potrà arrecare danni alla struttura e risorse raccolte, rubarle, scavare eventualmente in miniera già sfruttate e così via senza che possa essere perseguito “legalmente”, “come se fosse nel Far West”. D’altra parte con la così detta “land claim license” in vendita in questo Anniversary Special, lo spazio intorno (che può essere 4×4 km o 8×8 km) verrà riconosciuto come spazio della UEE e quindi sotto le leggi e la protezione della stessa, nonché registrato presso i registri galattici dell’impero “una volta che il giocatore abbia piazzato l’apposita staffa e portato una sorta di chip agli uffici della UEE incaricati”, ha svelato Roberts. Aggiungendo che “qualora ci fossero due persone interessate allo stesso territorio, il legittimo proprietario sarà quello che registrerà per primo il “claim” negli uffici UEE.

Inoltre è stato svelato che l’Anvil Crucible è appena entrata in fase “white box”, l’Aegis Eclipse si sta muovendo dal “gey box” alla fase “final art”, invece la Aegis Sentinel è appena in fase “design review (pre concept)” insieme alla serie 300 di Origin, in via di restyling.

Per quanto riguarda RSI (Robert Space Industries) gli sviluppatori si stanno concentrando sul rework della lussuosa nonché modulare Constellation Phoenix, la quale sta acquistando ancora più carattere grazie ai suggerimenti della community, i quali hanno contribuito a renderla ancora più unica e “luxury” che mai. La Phoenix si trova in fase “white box final approval”.

La più grande nave attualmente dedicata al mining di Star Citizen, la RSI Orion, è vicina alla fase grey box. E con il doppio della stazza di prima darà un bel da fare agli sviluppatori, i quali hanno dichiarato che sarà difficile da manovrare, per questo è in fase di studio la realizzazione di più laser che indirizzino l’asteroide di turno da sbriciolare, proprio davanti alla trivella dalla Orion.

Il rover RSI Ursa, non è di certo famoso per la sua velocità scattante, ma sarà uno dei migliori mezzi terrestri per esplorare la superficie dei pianeti, dotato di una torretta e di una minima capicità di trasporto; quest’ultimo si può attualmente provare nel PTU dell’alpha 3.0 ed è nella fase finale del così detto “flight prep”.

Si passa alla Musashi Industrial and Starflight Concern, o meglio conosciuta come MISC. La MISC Prospector è considerata come la nave “starter” per la carriera dell’estrazione di minerali, nonché votata anche all’esplorazione grazie ai suoi potenti sensori, i quali “potrebbero essere utilizzati per scansionare gli asteroidi e venderne le informazioni ricavate a più grandi industrie del mining”, come hanno suggerito i dev. Questo gioiellino si trova quasi in dirittura d’arrivo alla fase flight ready, ma prima dovrà passare i test della fase “filgth prep”.

La MISC Hull C, nave da trasporto di media stazza, la quale ha avuto delle problematiche legate all’animazione (alcune delle quali saranno usate anche per la Pioneer) del proprio unico sistema di carico e trasporto, che prevede l’allungamento del corpo stesso della nave, si trova nella fase “final art” con la realizzazione delle nuove animazioni, interfaccia ed effetti audio e tech art. Una volta completato tutto ciò, gli asset saranno condiviso con le altre quattro varianti.

L’episodio conclusivo degli special Around the Verse dedicati all’Anniversary Special, si focalizza sui progressi fatti sulla manifattura Drake Interplanetary. Il protagonista indiscusso di questo speciale è il revamp della Cutlass Black, che secondo gli sviluppatori ha tirato fuori le vere potenzialità e il carattere aggressivo, sorpassando anche l’iniziale concept.
La Cutlass Black che oltre a rimanere in linea con navi come la Super Hornet e Sabre, sebbene non così direttamente come lo è la Buccaneer, è ugualmente ottima come trasporto truppe, cargo e nave da assalto con una buona resistenza ai danni.

Ma non è ancora tutto: lo speciale Happy Hour della scorsa settimana ha lanciato un contest in cui i giocatori possono ancora votare una delle tre differenti navi di manifattura Drake Interplanetary che sarà presa in considerazione per il prossimo concept di gioco. La scelta è tra la Vulture, Corsair e Kraken, rispettivamente, una nave “starter” per il salvataggio, una multicrew per l’esplorazione e una capital ship con la capacità di carico di “alcune freelancer” dedicata alla carriera scout; le votazioni si concluderanno l’11 dicembre, quindi affrettatevi.

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