Divinity: Original Sin II, la nostra recensione ha inizio

Visto che di recente la traduzione amatoriale in italiano di Divinity: Original Sin II ha preso un po’ più corpo della semplice speranza di averla a data da destinarsi da Larian Studios, grazie all’impegno del traduttore Alessio “nightmorphis” Varini, ho deciso di partire con la recensioni di questo colossale GdR old school.

Il primo capitolo, giocato con la Enhanced Edition, mi ha colpito per lo spessore di personaggi e protagonisti unito a una grafica di tutto rispetto, la quale sfatava il mito che un gioco di ruolo come si deve avrebbe dovuto essere realizzato con il vecchio Infinite engine dei tempi di Baldur’s Gate, Icewind Dale e in maniera leggermente rinnovata con Pillars of Eternity e Wasteland 2.

Vedremmo cosa il Rivellon ha in serbo a mille anni di distanza dai leggendari Cacciatori della Sorgente che salvarono il mondo.

A colpo d’occhio, degno successore o no?

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